SONETTO CCXXXVIII.

By Benedetto Varchi

Vessalio mio, che così conto e chiaro

Il picciol mondo e le sue parti avete,

Come ha 'l maggior Colui che 'l fece, e sete

Solo senza simìl, non dico paro:

Al toscan Duce non di voi men raro,

Intendendo da me come sarete

Sopra Arno in breve alle Pisane mete,

Fu dolce più ch'io non so dire, e caro;

E ch'io di nuovo caldamente a voi

Riscrivessi m'impose, e quanto all'opra

Facesse di mestier, tutto fornissi.

Movete dunque, e col favor di sopra

Venite a lui far lieto e tragger noi

Col lume vostro di sì oscuri abissi.