SONETTO CII.

By Benedetto Varchi

Quel mio sacro, leggiadro, altero lauro

Di che bramo e fatico ornar le chiome,

E far sì che per lui mio scuro nome

Chiaro divenga e conto all'Indo e al Mauro,

È d'ogni danno mio largo restauro,

E m'alza in parte il cor, né so dir come,

Che le cose mortai, quasi vil some,

Dispregia, e nulla cura argento, od auro.

Io per saziar vostre e mie voglie a pieno,

E 'l buon Nardi veder con quel drappello,

Che piange, più che 'l suo, l'altrui dolore;

Di man coi duo che dite, al primo albore

Moverò per venir dove men pieno,

Ma più superbo il Po corre e più bello.