SONETTO CIII.

By Benedetto Varchi

Oggi, Signor, che dal mondo empio, errante,

Coronato dell'arbor ch'io tanto amo,

Tornasti al cielo, umìl ti prego, e chiamo,

Scarco delle mie colpe tali e tante;

Ben vedi, alto Signor, ch'esser costante

Nel ben, come ora son, mai sempre bramo;

Ma tanto è meco poi di quel d'Adamo,

Ch'a resister per me non son bastante.

Porgi dunque, Signor, la santa mano

A me, ch'a tua sembianza in ciel creasti,

E vinto resti l'avversario rio;

Da te, Signor, son io detto Cristiano:

Tu pure, o pietà grande, oggi degnasti

Abitar meco sotto il tetto mio.