SONETTO CIII

By Luigi Tansillo

Ringrazio e lodo il ciel, ché più non sento

nel fondo del mio cor l'acuto chiodo,

né più di gelosia mi struggo e rodo,

né pasco il mio sperar più d'ombra o vento.

Non sento più dolor né più tormento,

né più mi stringe l'amoroso nodo:

libero sono e libertà mi godo,

e del passato error mi doglio e pento.

Amor sia posto in sempiterno oblio;

e voi, falsi pensieri e cieche voglie,

per cui si chiude il varco al gran desio,

rimembrandomi ognor gli affanni e doglie.

E, con un tal pensier, dal petto mio

Amor da la memoria si discioglie.