SONETTO CIX

By Luigi Tansillo

Già la settima volta s'inghirlanda

Cerere d'auree spiche e il crin s'inbionda,

da poi ch'io posi il vago piè su l'onda,

per correr dove il mio destin mi manda.

O beato colui ch'altra ghirlanda,

che del suo natio fior, crin non circonda,

contento ch'il suo nome ivi s'asconda,

più ch'altri, che per l'aria l'ali spanda!

Deh!, se le stelle e il ciel non m'hanno a sdegno,

verrà mai dì, che, giunto in ferma riva,

fugga quest'onde ingrate e questo legno?

E 'n grembo a l'ozio assiso, or canti, or scriva;

ed al Signor, che mi dà vita e ingegno,

e a le Muse ed a me stesso io viva?