SONETTO CLIV.

By Benedetto Varchi

Strozzo, dunque credete voi, che quello

Suon basso e roco del mio vile inchiostro

L'alte virtuti e 'l gran valor del vostro,

Agguagliar possa e mio caro Martello?

Quando in un petto giovenile e bello,

Vide cotal bontate il secol nostro?

Dove ingegno sì chiaro? in cui s'è mostro

Cotanta leggiadria, quanta era in ello?

E pur, qual fior, che dall'aratro sia

Tocco, o da dura man battuto langue,

Perìo Gismondo al suo più vago aprile.

Ahi fera destra! ahi crudel donna! ahi ria

Fortuna iniqua! Ancor bella e gentile

Era l'imago sua pallida, esangue.