SONETTO CLVI.

By Benedetto Varchi

Mentre, ch'io piango il buon Bettin, cui morte

Spense, Lucanton mio, quasi ancor mai

Offeso non m'avesse, ecco ch'assai

Men pietosa m'assale e via più forte;

Fieno omai l'ore mie dolenti e corte,

E vivendo vivrò mai sempre in guai,

Poscia che tolto n'ha due Rucellai,

Prima Cosmo, or Clemente, invida sorte,

Lasso! che debbo, o che far posso in questo

Diserto senza voi, coppia gradita,

Ch'eri quasi al mio verno un doppio aprile?

Ben vi dico, Ridolfi, che molesto

Il mondo tutto ed ogni cosa vile

Mi sembra, e sol morir può darmi vita.