SONETTO CLVI

By Luigi Tansillo

Ecco che l'Asia un'altra volta riede

a batter l'onda ed a calcar l'arena

d'Italia; e, col favor che seco mena,

por giogo eterno al suo bel collo crede.

Ecco che il mio signor da l'alta sede

si desta, ch' ha nel sen de la Sirena,

e vàlle addosso. Oimè, chi mi raffrena

sì, ch'io non segua l'onorato piede?

Vidersi, a guisa d'ombre, cento e cento

schiere sparir pur dianzi, lo splendore

fuggendo del suo nome, ancor lontano.

Or si vedran, qual nebbia incontr'al vento

gli eserciti ir spezzati dal valore

del saggio petto e de l'ardita mano!