SONETTO CLVIII

By Luigi Tansillo

Mentre scalpelli e penne e marmi e muri

s'ornan di vostra illustre, altera imago,

s'esser potrà ch'io, d'onorarvi vago,

ai lunghi errori il piè già stanco furi,

dirò come gli altrui voi fate oscuri

col vostro chiaro nome; or sol m'appago

dir ch'il mio Tebro ceda al vostro Tago

gli onor de' suoi Fabrizii e de' suoi Curî.

Il rifiuto di Curio e di Fabrizio

fu di don che venian da man nemiche,

che traean di disnor via maggior pondo,

il vostro è d'oro che dàn genti amiche

tesor di gloria, e segno in sì alto officio

che non men v'ami, che vi tema, il mondo.