SONETTO CLXIX.

By Benedetto Varchi

Lasso! ch'io pensai ben d'altra corona

Cinger le tempie e di più chiaro fregio,

Non per lor merto già, ma fatto egregio,

Da chi sempre il mio cor pensa e ragiona;

Ora altrui voglia e mio destin mi sprona

Lassar quel ch'altri abborre, ed io sol pregio,

La fronda, che per alto privilegio

Non teme il ciel, quando il gran Giove tuona:

Perché, rivolto a men leggiadre imprese,

Più gradite dal mondo, altro vïaggio

Prendo a men belli e più pregiati allori,

Così, varcati omai gl'anni migliori,

A forza vengo dopo mille offese,

Vile a me stesso, ai molti accorto e saggio.