SONETTO CLXVI
Mentre a mirar le pietre che fur messe
qui sù, tant'anni son, voi gli occhi alzate,
signor, meravigliando, alto onor fate
al nobil uom, che la gran mole eresse.
Quanto foran maggior, quanto più spesse
di voi le meraviglie a l'altra etate,
se Fortuna magnanima aguagliate
a gl'illustri desir le forze avesse.
Pur, malgrado di lei, ch' ha il cor sì iniquo,
qualor l'alte opre vostre fian vedute
sapran color, che dopo voi verranno,
che in voi tornò a fiorir quel seme antico
di valor, di grandezza e di virtute,
che spento fu, passa il millesimo anno.