SONETTO CLXVII

By Luigi Tansillo

Ecco che Francia un'altra volta cinge

la spada, al danno suo sì spesso accinta,

e d'odio e di livor le guance tinta,

scende dai monti, ov'il furor la spinge.

Ecco, signor, che Marte il ferro stringe

e fremer s'ode da la sfera quinta;

l'ira, ch'in grembo a Venere avea estinta,

raccende, e tutto a farvi onor s'accinge.

Non potrà la nodosa e ria podagra

incatenarve il piè, che lento paia,

ove s'attende il vostro alto valore.

Ché né la terra che, fumando, flagra,

né l'acque salutifere di Baia

vi saneran, come il desio d'onore.