SONETTO CLXX.

By Benedetto Varchi

Ben conosco io, signor che più gradita

Né di più frutto e men dubbiosa strada

Di quella oggi non è, dove la rada

Bontate vostra e cortesia m'invita:

E non niego, né posso, che la vita

Civile, innanzi all'ozïosa vada,

Né m'è la penna a vil, che lancia e spada

Al mio buon padre fu, ch'ancor s'addita.

Ma dico sol, che non disio, né speme

Di guadagno e d'onor mi torse a quelle

Carte, ch'io fuggii sempre e fuggo ancora:

Ma debito risguardo e pietà, ch'ora

Cessan con mio gran duolo, onde a più belle

Imprese miglior Dio mi volge e preme.