SONETTO CLXXI.

By Benedetto Varchi

Io ebbi ed aggio e sempre avrò per fermo

(E sia detto con vostra e d'altrui pace)

Che chi odia le Muse, a Dio dispiace,

Ed è di mente e di giudizio infermo.

Questo n'è dato solo e scampo e schermo

Contra l'ingorda falce e man rapace

Di lei, che sola a tutte cose spiace

E sola tiene a tutte cose il fermo.

Chi è tanto sia d'ogni ben privo

Dell'intelletto, ch'ei non cure ed ami

Per palma essere in pregio, o per olivo?

Chi, che sé stesso abbia sì forte a schivo,

E sì vil tenga, ch'ei non cerche e brami

Di restar dopo morte al mondo vivo?