SONETTO CLXXIII.

By Benedetto Varchi

Allegretto, io men vo lieto e pensoso

Là 've ha Nettuno il suo più ricco impero;

Lieto, perch'ivi omai vedere spero

La pianta, onde ogni ben viemmi, e riposo:

Tristo, ché senza voi stato gioioso,

Né saldo ebbi ancor mai diletto intero:

Pure io vosco, e voi meco entro 'l pensiero

Sempre anderemo, a cui nulla è nascoso.

E m'udirete infin del Tebro ognora

Per monti e valli, or che tutto arde il cielo,

Di voi cantar colle cicale a pruova.

Più vorrei dir, ma la vermiglia aurora,

Spargendo intorno un rugiadoso gielo,

Il mondo all'opre sue desta e rinnova.