SONETTO CLXXIII

By Luigi Tansillo

La vaga e bella figlia di Latona

sei volte è spenta ed altrettante nata,

e questa lingua e questa man sacrata

a voi, signor, non scrive né ragiona.

Mentre il giusto furor fulmina e tuona

verso la turba, al vostro merto ingrata,

l'una di ferro e l'altra d'ira armata,

non pon trattar di Pindo o d'Elicona.

Or ch'il fiero rimbombo più non s'ode,

e, mal grado de' petti empî ed avversi,

tranquilla pace ogn'uom, che vuol, si gode,

ritorno a vergar carte, a cantar versi;

e spero ch'entro al suon di vostre lode

non avrà uom, che trovi, onde dolersi.