SONETTO CLXXIV

By Luigi Tansillo

Se Pitagora e gli altri ch' insegnâro

l'antica età con opre e con parole,

le cui magion fur chiese, ove si cole

vera virtute, di che il mondo ornâro;

tornasser sù, per farmi saggio e chiaro,

non mi torrei dai rai del vostro sole:

le mie vere academie e le mie scole

son queste mura, ov'io m'illustro e imparo.

E se, schivo degli altri e di voi vago,

cui sacro ogni mia voce, ogni mio inchiostro,

non avrò di Sebeto onor di lauro;

le Ninfe, signor mio, del vostro Tago

fors'intorno al mio crin, col favor vostro,

tesseran, qualche dì, ghirlande d'auro.