SONETTO CLXXV

By Luigi Tansillo

S'il rapido Eolo o il disleal Nettunno

non mi sospinge a dietro, o caccia a fondo,

pria che fugga l'estate, e in guardia il mondo

lascie in governo del temprato autunno,

signor, vedrovvi; e se, di Febo alunno,

ghirlandato il seguìa, col ferreo pondo

seguirò Marte, e cangerò, secondo

il tempo, forma, a guisa di Vertunno.

Né le reliquie sparse di Cartago,

né la classe ch'il mar timido rende,

del lungo navigar mi faran vago;

ma il gran desio che di veder mi accende

voi, e quel Duca, onde si gloria il Tago,

e più per lui, che per l'arene, splende.