SONETTO CLXXVIII

By Luigi Tansillo

Spargi d'eterni fior, ben nato Ispano,

il sacro busto e 'l muro ove s'affisse:

onora il tuo, che tal morio qual visse,

e visse cavalier, visse cristiano.

Mentre, vago d'oprar la nobil mano

dentro Africa, e far via che altri seguisse,

salta primier, l'ardito piè trafisse

sasso, spinto dal fiato di Vulcano.

Era del sangue, onde s'impara come

uom vinca o pera, quando il Moro assale;

Toledo il titol suo, Ferrante il nome:

Ispagna il partorì, nudrillo Italia.

Ciò dir ti basti. Or pensi il mondo, quale

era uom ch'ebbe tal madre e tanta bàlia.