SONETTO CLXXXI

By Luigi Tansillo

Padre, che siete a quel grand'uom sì caro,

cui non piacque gradir mai cosa vile,

bench'io conosca che il mio basso stile

de l'alto suo valor non vada a paro;

pur noto le sue glorie, e mi fo chiaro

coi rai del nome suo, vago e gentile;

e, se contento del mio stato umìle,

fuggo i favor del volgo, empio ed avaro;

se di lui canto o scrivo, non m'ascondo,

ma cerco, ove l'ingegno manca e l'arte,

mostrar le voglie d'onorarlo vaghe.

E, se bisogno fia, dinanzi al mondo

quel ch'io fo con la voce e con le carte,

son pronto a far col sangue e con le piaghe.