SONETTO CLXXXII.

By Benedetto Varchi

Lungo le rive del chiaro Arno, poi

Che la Brenta or m'è tolta, assai vicino

Al loco, u' l'arboscel cui solo inchino,

Mise da prima i verdi rami suoi;

L'ore più calde, e quanto par ch'annoi

Vivere altrui, col vostro e mio Giorgino,

Sotto vago e fiorito gelsomino,

Trapasso, Tassio mio, pensando a voi,

Che fra mille alti ingegni, ove è 'l gran Bembo

E 'l mio Lauro gentil, vivendo ancora,

Poggiate al ciel per le più corte strade:

E mentre, qual dal ciel candido nembo,

Bianca pioggia di fior sovra noi cade:

Così cade, dico io, la vita ogn'ora.