SONETTO CLXXXII

By Luigi Tansillo

Signor, dal cui bel raggio vigor prende

la vita ch'il dolor m'ha quasi estinta,

quand'io risguardo la stagion, ch'accinta

si mostra a dar ciò che l'estate attende;

miro la terra che col ciel contende,

e già si sforza di non esser vinta;

mentre, di tanti fior sparsa e depinta,

rallegra gli occhi nostri, e ride e splende.

Io vedo voi nell'età vostra acerba,

nel cui bel petto han le virtù produtti

più fior, che sol mai non produsse in erba.

O quattro volte e tre beati e tutti

gli occhi, ch'amica Parca a veder serba

di sì bei fiori i desiati frutti!