SONETTO CLXXXIII.
Perché dalle sirene e dagli scogli
D'esto ocean, dove eri preso e morto
Mercè di saggio e buon nocchiero accorto,
Carlo, altamente ti sottraggi e togli:
Teco m'allegro, e che tu segua e vogli
Quanto più so, ti prego e ti conforto,
Mentre ne aspira il vento, entrare il porto,
Né quindi più la tua barchetta sciogli:
Mira, che vedrai ben l'alto periglio,
Dove false lusinghe e piacer vano
T'avean condotto fra Cariddi e Scilla.
Dio ne ringrazio, e quel fedel consiglio,
Per cui quanta altra mai, lieta e tranquilla
Corre or tua nave un mar sicuro e piano.