SONETTO CLXXXIV.

By Benedetto Varchi

Cosimo, che del vostro altero e chiaro

Cosmo, ornamento al secol nostro e gloria,

Rinovate la speme e la memoria,

Seguendo l'orme sue quasi a lui paro;

Di lode, prego, e di null'altro avaro,

Poggiate lieto a sì alta vittoria,

Onde 'n questa si legga e 'n quella storia,

Cosmo secondo, come 'l primo, raro.

Giovinezza e beltate, a quel che tanto

Più d'altro il mondo appregia oro e terreno

Tutto un sol punto al fin ne sgombra e toglie.

Solo il frutto gentil dell'arbor santo,

Cui rado oggi o poeta, o Cesar coglie,

Non vien per forza mai, né tempo meno.