SONETTO CLXXXVI.

By Benedetto Varchi

Cesare, se la vostra onesta e bella

Lavinia, a cui vi diede in sorte Amore,

Né potea darle o più bello o migliore,

Tosto vi renda men contraria stella;

Non curate del volgo, e lungi a quella

Gente, ch'ha sempre al vil guadagno il core,

Dietro i pochi la strada erta d'onore

Salite, che altra ognor è bugiarda e fella.

Non vogliate, se 'l ciel, natura e Dio

V'adornâr d'ogni ben, quanto altro mai,

Far voi medesmo a voi medesmo oltraggio.

Tutte altre cose oscuro, eterno obblio

Dopo questo mortal breve vïaggio,

Cuopre: sol la virtù non muor giammai.