SONETTO CLXXXVII

By Luigi Tansillo

Apri, Vergine bella, il sacro seno

accogli e placa di Latona il figlio,

che, poi ch'al fier Leon scaldò l'artiglio,

non cessa di versar fiamme e veleno.

Siano l'onde tranquille e il ciel sereno,

abbino omai tante procelle esiglio;

già n'han di duro fin tratti a periglio

tre volte, ora l'Ionio, ora il Tirreno.

Scuoti tranquillo tanto il tuo bel lembo

sul mar, che sotto i legni andrà schiumoso

del mio signor, quanto il Leon fe' il nembo.

E, se di tre tempeste andò pensoso,

vada, prima ch'il sol lasci il tuo grembo,

d'altre tante vittorie glorioso.