SONETTO CLXXXVIII

By Luigi Tansillo

on vi scaldi, signor, fiamma di sdegno,

s'il vostro occhio real raro mi vide,

perché quando fortuna a voi più arride,

allora io meno a celebrarvi vegno.

Basti che sovra l'onde e sovra il legno

io sia con voi, taccia Nettunno o gride,

e salti e corra dietro a mille guide

di destriero in destrier, di regno in regno.

Che con voi vesta il ferro o che vi siegua

ai travagli, ai perigli e ai disagi,

e che mai non mi penta né mi scuse

quando fate con Marte e col mar triegua,

piacciavi, ch'io negli antri e nei palagi

mi sieda or tra le donne, or tra le Muse.