Sonetto contra cathellani.
O gente avara, o pover chatelani,
O miseri pyrrati, iniqui e tristi,
Che sol de rapinare e mali acquisti
Viviti ingrati, rustici e villani.
Voi seti a nostra fe' inimici e cani
D'alpestro sangue e de judaico misti,
Né al mondo più crudel giamai fur visti
I tygri e gli orsi, o gl'affammati alani.
Misero è quel che soa speranza pone
In voi nimici de pietà e de fede,
Gente inhumana e senza alchuno amore.
Voi seti altieri e fuor d'ogni rasone,
Né in voi virtù giamai regnar se vede;
Ma ingrati a chi ve serve e rende honore.
Perhò justo furore
Dal ciel discenda e cum vostra vergogna
Ve spengha in tutto et abrusi Chatelogna.