SONETTO CVI.

By Benedetto Varchi

O cielo, o terra, o fati acerbi e rei

Dunque era nel destin, ch'io fossi spento,

Dopo sì lungo, grave, aspro tormento

Nel più bel verdeggiar degl'anni miei?

Quanto mai dissi in ciascun loco e fei,

Tornami a mente, e veggio andar col vento

Mie spemi tutte, onde mi lagno e pento

Del dì, che nacqui e morto esser vorrei.

Sol mi consola in tanti affanni, e frena,

Caro, il gran duol ch'io lascio al mondo vivo

Voi, che sete di me l'ottima parte:

Voi quella fronde d'ogni valor piena,

Di ch'io mai sempre o penso, o parlo, o scrivo,

Consagrerete in più vivaci carte.