SONETTO CVIII.

By Benedetto Varchi

E del tutto però così sbandita

Tra gli dii e tra noi pietate, ch'io

Non possa al lungo e grave affanno mio,

Né suso in ciel, né qui trovare aïta.

Parca crudel, che la mia stanca vita

A legno attorci sì spietato e rio,

Perché non tronchi omai, come disìo

La tela, ch'è per me sì male ordita?

Tre volte ha Febo a pien girato intorno

l'obbliquo cerchio, onde natura è bella,

Per lo suo varïar, ch'adorna il mondo,

Poscia che sempre andai con danno e scorno,

Quasi vinta e perduta navicella,

Solcando un mar, che non ha riva o fondo.