SONETTO CX

By Luigi Tansillo

Pria che l'ore veloci, avare ed empie,

cui corso eterno non rendéo mai stanche,

d'aspri solchi e di neve orride e bianche

arin le guancie mie, spargan le tempie;

porrammi il mondo in parte, ov'io il contemple,

e visto come, sotto, il piè mi manche,

mi sieda e queti sì, che non mi stanche,

la terra più, né il mar mi turbi o scempie?

E da' passati rischi il volto esangue,

la molle, orrida gonna ch'ho dintorno,

la vela e 'l remo al re dell'acque io renda;

e la sferza e gli spron, tinti nel sangue

di mille altrui destrier, la sella e 'l corno

e 'l feltro al tempio di Mercurio appenda?