SONETTO CXCII

By Luigi Tansillo

Cantor di Tebro e d'Arno, a cui secondo

favor dà il ciel contr'al nemico oblio,

cantate questo novo African mio,

di tempo ai primi, e non d'onor, secondo.

Cader di Lete nol lasciate al fondo,

che vi vinca odio esterno, amor natio:

son popoli diversi il buono e 'l rio;

queste, e non più, nazion contrarie ha 'l mondo.

Uno è il regno di Cristo, una è la Chiesa,

tutti sem noi d'un Re; tutti sem noi

purgati al fiume del suo lato santo.

Cantate il duro assedio e l'alta impresa

del nostro Ispano, e 'l gran valor dei suoi,

che fur sì pochi, e vinsero, e fêr tanto!