SONETTO CXII.

By Benedetto Varchi

Schiatta, e' non furon mai giorni più scuri,

Né vita mai, che più sembrasse morte,

Né stato più del mio penoso e forte,

Né d'empio e reo destin colpi più duri;

Piango il presente duol, temo i futuri,

Larghe al mal vedo, al ben chiuse le porte,

Lunghi sono i desii, le spemi corte,

E nulla è che m'ancida, o m'assicuri.

Vivo e bramo il morire, posa non truovo,

Forze non ho da gir, seguo i miei danni,

Fuggo quel che cercar sempre dovrei.

Ogni cosa sospingo, e nulla muovo:

Stanco son di stancare uomini e dei,

Né gioir prego, ma minori affanni.