SONETTO CXIX.

By Benedetto Varchi

Non pensate, Bronzin, che duol m'apporte,

Né tema il vedermi io pur verde ancora

Vicino al fin di questa nostra, ch'ora

Vita si chiama, e dee chiamarsi morte,

Non è il tosto morire altro, ch'un corte

Far l'umane miserie. O felice ora,

Che mi trarrà del mondan carcer fuora,

E fermerammi alla celeste corte;

Ove lontan dalle mortali insidie

Col mio buon Giulio sempre e col Martello,

Senza temer più sdegni, ire, odi o 'nvidie,

Vivrò sicuro; e voi, da basso ostello,

Questi, al mio sasso, ed all'altrui perfidie

Sali, scrivete, al ciel più alto e bello.