SONETTO CXIX

By Luigi Tansillo

Sonno, ch'il mondo acqueti e vago appelli

e regi e servi a' tuoi dolci riposi,

e più talor gl'inculti cespi erbosi

gradisci, che i dorati letti e belli;

cent'orti aspersi di letei ruscelli,

di papaveri adorni e d'elci ombrosi,

e di sangue di galli, a te noiosi,

tinti, e sul fosco altar mille coltelli

vedrai; se, mosso a' prieghi miei, t'invole

a gli antri oscuri ed orridi, e te n'entre

negli occhi lieti e chiari più ch'il sole,

dond'alto duol ti caccia a lunga notte:

sta, Sonno, priego, in que' begli occhi, mentre

si giace il sol ne le tartaree grotte.