SONETTO CXLI

By Luigi Tansillo

Deh, quando fia, Signor, che tanta fede

l'alma mia purghi e tanto amor l'accenda,

e tal vigor da quella speme prenda

d'esser del ciel, col tuo Figliuolo, erede?

Che non opri la lingua o mova il piede,

se non per gloria tua, né a cosa intenda,

che quel tuo Santo Spirto attristi o offenda,

che in lei, per tua singolar grazia, siede!

Deh, quando fia, che da sì grave inferno,

da sì dura prigion di morte e d'ira

esca libera e sciolta, e a te sen voli?

Alma mia, perché piangi e ché ti duoli?

Non è il tuo Dio, tuo sposo e padre eterno?

In lui, dunque, t'acqueta e in lui respira.