SONETTO CXLII.

By Benedetto Varchi

Chiaro guerrier, s'una medesma ed empia

Fortuna, ch'ai più rei par che si mostri

Men cruda, ognor più intenta ai danni nostri

Sì crudelmente ne percuote e scempia:

Perché la fera in noi sue brame adempia,

Venite in questi solitarii chiostri,

A pianger sempre e partir meco i vostri

Giusti lamenti, onde ogni valle s'empia.

Forse, che 'n fin dai più beati scanni,

A seder nosco e consolarne alquanto

Il vostro buon Simone e 'l mio Giovanni,

Questi dall'uno, e quei dall'altro canto,

Pietosi e tristi sol de' nostri affanni,

Scender vedremo a riasciugarne il pianto.