SONETTO CXLVIII.

By Benedetto Varchi

Fiero ed acerbo Veglio, orrido in vista,

Di sdegno il volto e di dolor dipinto,

Le fulgenti arme e quella spada scinto,

Che 'l mondo tutto sanguinosa attrista:

Donna quanto esser può dogliosa e trista,

Il bianchissimo velo in adro tinto,

Rotta l'alta colonna, e quello estinto

Valor doppio, che mai non si riacquista;

Piangon sopra Arno; e l'uno: Oimè, dicea,

Spento è del tutto ogni mio ardire e senno;

L'altra: Ora è morta ogni bontade, e fede:

Ma non morti nel ver, né spenti avea

Gl'onor, ch'eguale al ciel la terra fenno,

Ma per sé tolti chi gli merta e diede.