SONETTO CXVII.

By Benedetto Varchi

Nel mio freddo avvampar, nel caldo algore

Ch'io soffro ardendo ed agghiacciando insieme,

Come chi più d'altrui, che di sé teme

Di voi, Luca, sovviemmi a tutte l'ore.

E dico: o mondo cieco e traditore,

Dunque è pur ver, che sempre il miglior geme?

E tanto m'ange il penar vostro e preme,

Che per doppia pietà doppia il dolore.

E per poco è che dietro il gran disio

Non muovo a veder voi, cui sempre veggio:

Lo spirto è pronto, ma la carne è stanca:

Ben cantò il fato mio Cornice manca:

Come è spesso quaggiù vivere il peggio,

Poi che languendo voi, languisco anch'io!