SONETTO CXXII.

By Benedetto Varchi

Com'esser deve, o può, ch'io rida, o canti

Avendo colmo il cor d'ira e di doglia,

Per veder quanto ogn'or percuote e spoglia

Or Austro, or Aquilon quei rami santi?

Potessi io pure, e con eterni pianti

Mantener salda e verde una sol foglia,

Ch'altro mai non faria, tanto m'invoglia

Loro ombra, onde uscian già sì dolci canti.

Soccorri, prego, alla tua pianta omai,

Febo, che langue al suo più vago aprile,

E me, sanando lei, ritogli a morte.

Né più bel, né miglior, né più gentile

Arboscel verdeggiò, né fiorir mai

Frondi più caste, al ciel mie fide scorte.