SONETTO CXXIII.

By Benedetto Varchi

Febo, se mai ti fu dolce né caro

L'arbor, cui tanto amasti, io tanto onoro;

Se di te stesso mai, se del tuo coro

Ti calse unqua o di me pien d'aspro amaro:

Al tuo, che langue infermo e mio buon Caro,

Onde ognor mille, e più fïate moro,

Serbando ad ambe il suo maggior tesoro,

Corri, prego, e soccorri, ad altri avaro.

Questi spento, saria senza il suo lume

Parnaso e 'l Tebro afflitto e l'Arno mesto

E Damon del suo Pitia, ahi lasso! privo,

Quanto circondi Apollo, e quanto allume,

Danno non vide mai simile a questo:

Lui dunque sano, e me ritorna vivo.