SONETTO CXXVI.

By Benedetto Varchi

Ecco, che dolor nuovo agl'occhi e al core

Impensato s'avventa e grave tanto,

Ch'io temo lasso! non morir di pianto,

Anzi morrò, s'uom mai piangendo muore:

Poi che 'l buon Lelio mio, che d'ogni onore

Poggiava giovinetto al primo vanto,

Quasi tenero fior da pioggia affranto,

Langue, perdendo ogni forza, e colore.

Dunque sarà, che così lieto germe

In sul più bel fiorire e 'n sul far frutto

Si secche, ed io qui verde a pianger resti?

Signor, che vedi e odi e reggi il tutto,

Non soffrir, che quel ben, che tu noi desti,

Altri ne tolga, e le tue grazie inferme.