SONETTO CXXVII.

By Benedetto Varchi

Già quattro volte le dorate corna

Racceso ha tutte, ed altrettante spente,

La più vicina stella e meno ardente,

Che tal, qual si diparte, mai non torna.

Già Febo ad abitar lieto ritorna

Col Tauro, e dolce sospirar si sente

Zefiro molle, e la stagion ridente

D'erbe tutto a di fiori il mondo adorna:

Già quanto Apollo ed Esculapio mai

Sepper dell'arte, che gl'infermi cura,

Provato ha tutto il fisico gentile;

Ma non perciò senza gl'usati guai

Giace il buon Lelio, od io fuor di paura

Di restar grave a me medesimo, e vile.