SONETTO CXXXIII.

By Benedetto Varchi

Ben potete vedere, che nulla vale

Tardar, non che tor qui quel, ch'ordinato

Fu suso in ciel di noi, né dal suo fato

Puote esser lunge mai cosa mortale.

Poi che 'l buon Giulio, a cui non ebbe eguale,

Ned avrà il mondo, nel più bello stato,

Quasi novello fiore in verde prato,

N'ha spento l'empio destin suo fatale:

Onde io pur piango, e voi piangere ancora

Dovete, Busin mio, meco, e chiunque

È che i gran danni suoi conosca e cure.

S'acerba morte sì chiara alma, allora

Che più viver dovea ne spense, dunque

Chi fia, che di diman l'altre assicure?