SONETTO CXXXIII

By Luigi Tansillo

Quei rai, ch'all'aria chiara ed a la bruna

ai santi regi fur lampada e scorta,

che di là, donde il dì l'alba ne porta,

vennero ad adorar l'umil tua cuna;

Rettor del ciel, cui servon sole e luna,

scopri al mio corso, onde via lunga e torta

non calchi il dubbio piè, ma dritta e corta,

e secura di agguati di fortuna.

E s'al principio o al mezzo del viaggio,

il mio avversario, e tuo, m'insidia l'orme,

fa ch'ira e scorno ei ne riporti al fine.

Perché sicur men vada d'ogni oltraggio,

manda all'errante cor, che tra via dorme,

messo del ciel, ch'il desti e l'incamine.