SONETTO CXXXIV

By Luigi Tansillo

Re del ciel, del cui sangue asperse e tinse

eterno amor di noi la terra e 'l legno,

ch'al corpo tuo si fe' bara e sostegno

allor ch'il tuo morir la Morte estinse;

se, senza divin braccio, unqua non vinse

impresa uman valor, fortuna o ingegno,

che giova che la spada del disegno

tronchi il nodo, ond'amor l'alma mi strinse?

Perché ne la prigione, ond'io m'involo,

non mi rinchiuda altrui forza né froda,

dammi Tu l'ale, ond'io men fugga a volo.

Ogni desir ch'umana voglia annoda,

dal cor mi scaccia; e lasciami quel solo,

che tue man sante a duro tronco inchioda.