SONETTO CXXXV.

By Benedetto Varchi

Pianga Amor, pianga Apollo e pianga Marte,

Piangi, Ferrara, e per ogni paese

Pianga ciascun; morto è chi tutti intese

Gl'umani affetti, e gli dipinse in carte:

Quanto puonno altrui dar natura ed arte,

E l'ore sempre in bene oprando spese,

Tanto ebbe l'alto figliuol tuo cortese,

Ch'ora ha del ciel la più beata parte;

Per lui l'altero re de' fiumi in vista

Superbo va più dell'usato assai,

D'oro le corna e di ghirlande cinto:

E l'Arno, che l'antiche glorie omai

Perdure avea, di dolci invidia tinto.

Mesto s'allegra ognor, lieto s'attrista.