SONETTO CXXXV

By Luigi Tansillo

Qual peregrin, che 'n su le piume stende

le rotte membra e il sonno sì l'ingombra,

che, dovendo il mattin partir con l'ombra,

desto d'altrui, vede il balcon che splende;

doglioso esce del tetto e 'l camin prende,

e l'alpe, come il pian, veloce sgombra;

e vuol, quando la notte il mondo adombra,

ch'il vago piè l'error de gli occhi ammende;

tal io, quel che m'avanza del viaggio

accelerar vorrei con miglior passi;

ma non ho chi mi chiami o chi mi scuota!

O sommo Sol, fo priego ch'il tuo raggio

per le finestre di quest'alma passi,

e da sì lungo sonno la riscuota!