SONETTO DEL MEDESIMO IN GLORIA DI CESARE
L'Invidia che dà menda al ciel, che gira,
a la Luna che varia, al Sol che manca,
a l'Aria c'ora imbruna et ora imbianca,
a l'Acqua che co i venti è spesso in ira,
a la Terra che in grembo ognun si tira,
al Fuoco il cui ardor si spegne e stanca,
al Dì che luce non ha sempre franca,
a la Notte che strane ombre rimira,
a le Fere che son preda nel corso,
a gli Uccelli che il volo hanno in sé frale,
e a l'Uom che in la ragion perde il discorso,
vinta da CARLO Imperator fatale,
che a tanti orgogli va ponendo il morso,
l'afferma un Dio con l'abito mortale.