Sonetto di Zanobi Tantini a ser Coluccio

By Coluccio Salutati

Quid tibi prodest se per tutto il mondo

la fama tua già fosse volgata?

Quid tibi prodest aver raunata

per tua bontà roba sanza fondo?

Quid tibi prodest l'esser tu giocondo

per aver de' figliuo' buona covata?

Quia sat nosti ch'una mattinata

fare ti può di dolore fecondo.

Tempus est breve cum vita penosa:

cedit corpus etiam giuvenile;

in parvo trattu si fugge ogni cosa.

Mors istat; ma per timor servile

pur ci occupiamo sanz'alcuna posa,

etternum tempus reputando vile.

Ma sempre l'uomo erile

non si conduce pure al punto stremo,

ché molti ne 'nabissa il «ben faremo».